Cosa bolle in Rete: risorse, eventi e discussioni in tema di Smart Cities

In Rete si parla di Smart Cities, tanto. Discussioni, eventi, risorse, casi, interviste e prese di posizione si susseguono a ritmi sempre più frenetici, con una forte accelerazione dal momento in cui il ministro Francesco Profumo ha annunciato, in occasione di un convegno organizzato a Torino dall’Anci il 23 febbraio scorso, che il Governo è intenzionato a investire nei prossimi mesi un miliardo di euro per lo sviluppo in Italia delle città intelligenti.

Ci sono realtà che si occupano dell’argomento da tempi non sospetti; un esempio è Smarter City, il blog di IBM che raccoglie esperienze e casi di studio dall’Italia e dal mondo in tema di Smart Cities. I contributi raccolti sono divisi in categorie e tra queste ci sembrano particolarmente interessanti quelle dedicate all’educazione, all’amministrazione e alla qualità della vita.

Anche il Forum della Pubblica Amministrazione (Forum PA) ha dedicato un’attenzione sempre crescente alle città intelligenti, arrivando a dedicare alle Smart Cities un’apposita sezione della propria neswletter e ad organizzare il prossimo ottobre – insieme a Bologna Fiere – quello che si annuncia come il più importante evento italiano sulle città intelligenti: Smart City Exhibition. Si tratta di una manifestazione fieristica che avrà luogo a Bologna dal 29 al 31 ottobre 2012 e mira a raccogliere le migliori pratiche italiane e straniere, a mettere in contatto amministratori, imprese e cittadini attraverso modalità multiple di interazione, il tutto corredato da una grande area espositiva in cui le soluzioni più interessanti verranno riprodotte.

Per quanto riguarda invece l’aspetto della discussione online, segnaliamo i recenti interventi di Alfonso Fuggetta (com’è smart la città), che su Lavoce.info individua in integrazione, condivisione e cooperazione i termini indispensabili per pensare e progettare le città di domani, quello con cui Luca De Biase (l’intelligenza delle smart city) sul suo blog personale pone l’accento sulla necessità di una vision di lunga durata nella progettazione delle città intelligenti e l’interessante articolo (Smart cities e smart communities: l’innovazione che nasce dal basso) con cui Gianni Dominici ci mette in guardia dalla tentazione di far coincidere le smart cities con la semplice quantità di dotazioni tecnologiche presenti, ricordando al contrario la centralità dell’innovazione sociale, dell’informazione e della conoscenza.

Luca Toschi, Gianluca Simonetta, Stefania Chipa, Quale comunicazione formativa per la società della Conoscenza?

DIDAMATICA – Informatica per la Didattica è il Convegno promosso annualmente da AICA, che si propone di fornire un quadro approfondito delle ricerche, degli sviluppi innovativi e delle esperienze in atto nel settore dell’Informatica applicata alla Didattica.

Il Communication Strategies Lab ha partecipato all’edizione 2011 con un contributo dal titolo Quale comunicazione formativa per la società della Conoscenza? Un caso di studio: “150DIGIT – L’Italia delle scuole”, pubblicato nella sezione Full Paper degli Atti del Convegno.

Dall’abstract:

Con il progetto 150DIGIT – L’Italia delle scuole abbiamo voluto sperimentare il modello della Comunicazione Generativa per valorizzare quelle dimensioni della Conoscenza che nell’attuale sistema comunicativo, prevalentemente trasmissivo, gerarchico ed emulativo, rischiano di rimanere eccessivamente in ombra.

A tal fine abbiamo dato vita ad un ambiente di comunicazione e di formazione online in cui gli studenti e i docenti, ma anche le imprese e le famiglie, potessero dialogare con le celebrazioni ufficiali per i 150 anni dell’Unità d’Italia (concretizzate nelle manifestazioni di Esperienza Italia).

Rappresentazione schematica dell'ambiente di comunicazione 150DIGIT

La visione istituzionale degli autori delle mostre di Esperienza Italia e i racconti delle pratiche quotidiane degli studenti si incontrano all’interno dell’ambiente D-Viewer, una simulazione digitale degli eventi espositivi. L’ambiente D-Writing (ispirato alle ricerche sul Digital Writing) aiuta invece a dar forma ai propri racconti: né strumento né tecnica né tantomeno software, si tratta piuttosto di un ambiente di lavoro in cui gli utenti sono invitati a sperimentare le possibilità creative dei linguaggi digitali, guidati passo dopo passo nel processo di elaborazione e di scrittura di contenuti.