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	<title>Comunicazione Generativa</title>
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	<description>communication matters</description>
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		<title>La scuola del futuro è a Barbiana: intervista a Pier Cesare Rivoltella</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 13:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco sbardella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessi]]></category>
		<category><![CDATA[educazione civica]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 24 maggio si terrà a Milano, nell&#8217;Aula Magna dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore, un convegno intitolato &#8220;Giornalisti sui banchi di scuola. La pratica del giornale scolastico tra ricerca e didattica&#8221;. Il convegno è organizzato da Pier Cesare Rivoltella, docente di  Tecnologie dell&#8217;istruzione e dell&#8217;apprendimento e direttore del CREMIT (Centro di Ricerca sull&#8217;Educazione ai Media, all&#8217;Informazione e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 24 maggio si terrà a Milano, nell&#8217;Aula Magna dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore, un convegno intitolato <em><a href="http://www.unicatt.it/events_240513-giornalista-sui-banchi.pdf" target="_blank">&#8220;Giornalisti sui banchi di scuola. La pratica del giornale scolastico tra ricerca e didattica&#8221;</a>.</em></p>
<p>Il convegno è organizzato da Pier Cesare Rivoltella, docente di  Tecnologie dell&#8217;istruzione e dell&#8217;apprendimento e direttore del <a href="http://www.cremit.it/" target="_blank">CREMIT</a> (Centro di Ricerca sull&#8217;Educazione ai Media, all&#8217;Informazione e alla Tecnologia). In vista di questo appuntamento abbiamo parlato con il professor Rivoltella di Korczak &#8211; il pedagogista polacco cui è dedicato il convegno -, di media education, di educazione civica e di nuove tecnologie a scuola.</p>
<p><strong>Il convegno del 24 maggio è dedicato al pedagogista polacco Janusz Korczak. Può spiegare perché sono ancora attuali il suo pensiero e la sua testimonianza?</strong></p>
<p>Korczak è un testimone assoluto dell&#8217;educazione del &#8217;900, come Don Milani o Paulo Freire. Una vera e propria icona. Medico e musicista fa della Casa dell&#8217;Orfano di Varsavia un vero e proprio laboratorio dell&#8217;innovazione pedagogica aprendo la strada ai diritti dell&#8217;infanzia, all&#8217;educazione alla cittadinanza, alla media education. Ma è la vita di Korczack a parlare più e meglio dei suoi scritti, come dimostra la scelta di morire con i suoi bambini a Treblinka.</p>
<p><strong>Nel contesto dell’Anno Korczakiano è stato organizzato un concorso per le scuole lombarde per la realizzazione di un giornale scolastico digitale sul tema dei diritti dell’infanzia. Come giudica la partecipazione delle scuole e i risultati ottenuti?</strong></p>
<p>La partecipazione è stata buona, soprattutto se si considera che il concorso è stato bandito in ritardo rispetto all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico. I risultati sono confortanti. Al di là della qualità del prodotto le classi hanno lavorato e prodotto riflessione: era l&#8217;obiettivo che ci si poneva ed è stato raggiunto. Nello specifico, poi, le scuole premiate hanno anche fatto un ottimo lavoro.</p>
<p><strong>Si parla da tanto tempo di media education. Negli ultimi anni migliaia di LIM &#8211; e anche qualche tablet &#8211; sono entrati nelle nostre classi. Ora si stanno introducendo (timidamente?) i libri di testo digitali o almeno misti. Rispetto al resto d’Europa, come giudica la situazione italiana in tema di educazione ai e con i media?</strong></p>
<p>In Italia continuiamo schizofrenicamente a insistere sul rapporto tra tecnologie e apprendimenti (educare con i media) e poco o nulla prestiamo di attenzione ai temi del pensiero critico e della responsabilità etica rispetto agli usi (educazione ai media). Salvo poi stupirsi se gli studenti ci aprono delle pagine spotted di istituto o si rendono protagonisti di trasgressioni sul Web. I media digitali sono oggi spazio di costruzione della cittadinanza: la scuola se ne deve rendere conto.</p>
<p><strong>A che punto siamo con l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole? In che modo le nuove tecnologie e i nuovi media possono aiutare la scuola a raggiungere il fondamentale obiettivo di formare i nuovi cittadini?</strong></p>
<p>Da anni sostengo che la Media Education è l&#8217;educazione alla cittadinanza del Nuovo Millennio. Diritti e doveri passano dall&#8217;uso dei media, sempre più tessuto connettivo delle nostre vite. Lo ha ben individuato Roger Silverstone nel suo Mediapolis qualche anno fa. Libertà e responsabilità, &#8216;comunicazione generativa&#8217; e standardizzazione, sono le polarità di una dialettica che proprio sui media digitali fa centro. Se Don Milani fosse vivo non ci sono dubbi: nel laboratorio sotto la &#8220;scuola&#8221; di Barbiana ci avrebbe messo una redazione. Ci avrebbe fatto una web radio a Barbiana e avrebbe approfittato dele possibilità autoriali dei media digitali per democratizzare l&#8217;accesso dei suoi ragazzi alla conoscenza. Nel mio recente libro<em> <a href="http://www.lascuola.it/index.php?i_tree_id=26&amp;plugin=news&amp;i_category_id=14&amp;i_news_id=458" target="_blank">&#8220;Fare didattica con gli EAS. Episodi di Apprendimento Situati&#8221;</a></em> l&#8217;ho scritto chiaro: la &#8216;scuola del futuro&#8217; è Barbiana, 1957. Una scuola di cittadinanza.</p>
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		<title>16 maggio &#8211; il CSL a EVA florence 2013</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 09:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 16 maggio alle 14:30 il CSL discuterà un proprio paper nella seconda giornata di lavori di EVA Florence 2013. Il titolo del paper è Museums outside Museums: Districts of Knowledge e sarà discusso nella sessione dedicata a Virtual Galleries, Museums and Related Initiatives. Eva Florence 2013 si terrà a Firenze al Grand Hotel Minerva in piazza Santa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 16 maggio alle 14:30 il CSL discuterà un proprio paper nella seconda giornata di lavori di <a href="http://www.evaflorence.it/" target="_blank">EVA Florence 2013</a>. Il titolo del paper è <em>Museums outside Museums: Districts of Knowledge</em> e sarà discusso nella sessione dedicata a <em>Virtual Galleries, </em><em>Museums and Related Initiatives.</em></p>
<p>Eva Florence 2013 si terrà a Firenze al Grand Hotel Minerva in piazza Santa Maria Novella.</p>
<p><a href="http://www.comunicazionegenerativa.org/2013/16-maggio-il-csl-a-eva-florence-2013/programme-1" rel="attachment wp-att-4550">Eva Florence 2013-programma</a></p>
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		<title>@comunefi: Firenze e i Social Media</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 07:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco sbardella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[comune di firenze]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione organizzativa]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni carta]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Comune di Firenze è sbarcato su Twitter nel novembre del 2011, ma il battesimo del fuoco c’è stato all’inizio del 2012 con il rischio di nevicata e il grande successo dell’hashtag #firenzeneve. Abbiamo parlato di questo, e più in generale delle strategie di comunicazione social del capoluogo toscano con Giovanni Carta, dirigente dell’area comunicazione e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Firenze è sbarcato su Twitter nel novembre del 2011, ma il battesimo del fuoco c’è stato all’inizio del 2012 con il rischio di nevicata e il grande successo dell’hashtag <strong>#firenzeneve</strong>. Abbiamo parlato di questo, e più in generale delle strategie di comunicazione social del capoluogo toscano con <a href="https://twitter.com/juanpapel" target="_blank">Giovanni Carta</a>, dirigente dell’area comunicazione e responsabile delle strategie social del Comune di Firenze.</p>
<p>Come è noto, nel dicembre del 2010 una grande nevicata ha imbiancato la città, causando tantissimi problemi alla cittadinanza e tante critiche all’amministrazione, accusata di essersi fatta trovare impreparata e incapace di gestire l’emergenza.</p>
<p>Proprio dopo essersi scottata in quella maniera, l’inverno successivo l’amministrazione ha deciso di attrezzarsi a dovere e, oltre alla scorta di sale e alla cabina di regia organizzata con la Protezione Civile, quando i meteorologi hanno paventato la possibilità che i fiocchi iniziassero a cadere su Firenze, alla fine di gennaio 2012, è scattata l’operazione #firenzeneve. In una conferenza stampa il sindaco Matteo Renzi ha spiegato che le informazioni e le conversazioni relative all’imminente nevicata sarebbero state raccolte su <strong>Twitter</strong> attraverso l’uso di quell’hashtag. Nel mese successivo, benché l’emergenza neve si sia rivelata un falso allarme, #firenzeneve ha coinvogliato un numero impressionante di tweet (6581, tanti considerando che all’inizio del 2012 non solo l’uso degli hashtag, ma anche lo stesso Twitter era molto meno diffuso di ora) e si è imposto come <a href="http://www.academia.edu/3204610/Amministrazioni_pubbliche_e_gestione_degli_eventi_critici_attraverso_i_social_media_il_caso_di_firenzeneve" target="_blank">caso di studio</a> a livello nazionale.</p>
<p><a href="http://www.comunicazionegenerativa.org/2013/comunefi-firenze-e-i-social-media/schermata-05-2456419-alle-16-25-02" rel="attachment wp-att-4452"><img class="size-full wp-image-4452 alignleft" alt="Schermata 05-2456419 alle 16.25.02" src="http://www.comunicazionegenerativa.org/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456419-alle-16.25.02.png" width="860" height="921" /></a></p>
<p>Un battesimo del fuoco, si è detto. Giunto dopo circa un anno di meditazione riguardo la possibilità di sbarcare su Twitter con un account ufficiale del Comune. Tempo speso per valutare accuratamente i pro e i contro, i rischi e le opportunità di uno strumento di comunicazione potentissimo ma difficile da governare se non si è in possesso di specifiche <strong>competenze linguistiche e comunicative</strong>. Tempo passato a studiare i casi di altri comuni o pubbliche amministrazioni, per capire le strategie utilizzate dai casi di successo e sfruttarle al meglio. Poi è arrivata l’emergenza neve e si è deciso di rompere gli indugi (di solito le pubbliche amministrazioni sono molto prudenti e adottano la strategia dei piccoli passi) e buttarsi a capofitto nel mondo dei cinguettii.</p>
<p>Il secondo motivo che ha spinto il Comune di Firenze ad intraprendere l’avventura social è forse più banale, ma sicuramente non meno importante. Il fattore economico. I tagli continui degli ultimi anni hanno spinto l’amministrazione ad investire sempre più in mezzi di comunicazione più economici rispetto a quelli usati da sempre, in primis il cartaceo.</p>
<p>Lo stesso Giovanni Carta ammette di essere stato piuttosto perplesso all’inizio. Questo perché era convinto che i social media fossero – per i loro codici, i loro linguaggi e le loro dinamiche comunicative – luoghi più adatti alle <strong>persone</strong> che alle <strong>istituzioni</strong>.</p>
<p>Attualmente la <strong>redazione social</strong> del Comune fa capo a da due persone: Carta e una sua collega. Questi però hanno attivato una serie di canali diretti sia dentro che fuori il Comune, per ottimizzare e velocizzare il meccanismo di richiesta e recupero di informazioni da veicolare attraverso i canali social. Perché sempre più spesso i cittadini interpretano gli account social delle pubbliche amministrazioni come degli <strong>URP virtuali</strong> a cui rivolgersi per le più varie richieste: dal classico tombino sotto casa alle – sempre più frequenti – richieste di lavoro. Con la differenza che, mentre l’URP può arrivare ad impiegare<a href="http://www.comune.fi.it/comune/regolamenti/regacces.htm" target="_blank"> fino a trenta giorni </a>per evadere le pratiche, i tempi dei social media sono quelli dell’<strong>immediatezza</strong>.</p>
<p>Si è già fatto cenno alle modalità di <strong>comunicazione organizzativa</strong> che sono state adottate. I canali diretti di cui si parlava sono, in primo luogo, diretti all’Ufficio Stampa del Comune. Gli account social non vengono però utilizzati come megafono al servizio della <strong>comunicazione istituzionale</strong>: ogni contenuto che viene diffuso è frutto di una rielaborazione finalizzata a sfruttare al meglio i linguaggi e le caratteristiche dei vari media.</p>
<p>Oltre all’Ufficio Stampa, è stata approntata una <strong>redazione integrata</strong> composta da almeno un referente comunicazione per ogni Direzione del Comune. I referenti, oltre a gestire lo scambio di informazioni con la redazione social, si occupano anche di inserire contenuti nella rete civica e di realizzare schede informative destinate agli operatori (di ditte esterne) del contact center. A questo proposito è interessante notare che i referenti non devono essere per forza &#8216;comunicatori di professione&#8217;: giornalisti, addetti stampa, ecc.</p>
<p>Coerentemente con i media di cui si occupa, per la redazione social si trasforma l&#8217;orario di lavoro, sperimentando nuovi rapporti tra tempo di lavoro in ufficio e da casa, soprattutto in momenti particolarmente importanti o critici. In questo senso, le possibilità offerte dagli smartphone rompono ogni vincolo di tempo e di spazio. È lo stesso Carta a raccontarci un aneddoto in proposito: nei famosi giorni di #firenzeneve gli arrivò un aggiornamento dalla Protezione Civile tramite SMS alle quattro di notte. Lui non fece altro che fare copia e incolla con lo smartphone per pubblicarlo sul profilo Twitter del Comune e, conseguentemente, nell’apposita finestra nell’homepage del sito web del Comune.</p>
<p>Tutto bene quindi? Non proprio. L’avventura social del Comune di Firenze ha catalizzato anche delle <strong>critiche</strong>. Le principali riguardano il rapporto tra i profili istituzionali e quelli personali di Matteo Renzi. Più nello specifico, si tratta dell’abitudine della redazione social del Comune di intervenire con i profili ufficiali nelle conversazioni che si instaurano tra cittadini e sindaco, solo però per le questioni che riguardano direttamente l’amministrazione della città. Si tratta di una scelta rivendicata da Carta ma invisa a quanti ci vedono una ragione di debolezza dell’istituzione nei confronti del carismatico sindaco e della sua ascesa a politico di primo piano a livello nazionale.</p>
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		<title>8 maggio &#8211; Festival delle radio universitarie 2013</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 14:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 8 maggio, nel contesto della Prato Campus Week, si svolgerà il Festival delle Radio Universitarie 2013. L&#8217;evento si svolgerà al Polo Universitario di Prato in Piazza Ciardi, 25 a partire dalle 09:30. Nella conferenza di apertura (11:30 &#8211; 14:00), che è intitolata &#8220;Tecnologie Smart per tessere connessioni&#8221;, si parlerà di Smart Cities e nuove tecnologie ed é previsto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 8 maggio, nel contesto della <a href="http://www.pratocampusweek.it/" target="_blank">Prato Campus Week</a>, si svolgerà il Festival delle Radio Universitarie 2013. L&#8217;evento si svolgerà al Polo Universitario di Prato in Piazza Ciardi, 25 a partire dalle 09:30.</p>
<p>Nella conferenza di apertura (11:30 &#8211; 14:00), che è intitolata &#8220;Tecnologie Smart per tessere connessioni&#8221;, si parlerà di Smart Cities e nuove tecnologie ed é previsto un intervento di Luca Toschi. <b><br />
</b></p>
<p>Il programma completo della giornata si trova <a href="http://www.pratocampusweek.it/?page_id=86" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>Si parla de I Fantasmi del Principe su In Toscana</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 14:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì scorso si è svolta la conferenza stampa sulle iniziative organizzate a San Casciano in Val di Pesa in occasione delle celebrazioni per il Cinquecentenario dalla stesura de Il Principe di Niccolò Machiavelli. A seguito di ciò, il portale ufficiale della Regione Toscana (Intoscana.it) ha pubblicato un articolo in cui si parla del nostro progetto: I Fantasmi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì scorso si è svolta la <a title="2 maggio – conferenza stampa per la presentazione dell’iniziativa “L’anno del Principe”" href="http://www.comunicazionegenerativa.org/2013/2-maggio-conferenza-stampa-per-la-presentazione-delliniziativa-lanno-del-principe">conferenza stampa</a> sulle iniziative organizzate a San Casciano in Val di Pesa in occasione delle celebrazioni per il Cinquecentenario dalla stesura de Il Principe di Niccolò Machiavelli. A seguito di ciò, il portale ufficiale della Regione Toscana (<a href="http://www.intoscana.it/intoscana2/export/intoscana/index.html" target="_blank">Intoscana.it</a>) ha pubblicato un articolo in cui si parla del nostro progetto: I Fantasmi del Principe.</p>
<p>Il link è <a href="http://www.intoscana.it/intoscana2/export/intoscana/sito-intoscana/Contenuti_intoscana/Canali/Arte-e-Cultura/visualizza_asset.html_362787761.html" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Discipline umanistiche e informatica: facciamo il punto con il Professor Marco Biffi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 12:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilaria marchionne</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marco Biffi]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo intervistato Marco Biffi, professore di “Linguistica italiana” nel corso di laurea triennale in “Scienze umanistiche per la comunicazione”, di “Linguistica italiana e informatica” nel corso di laurea magistrale in “Filologia moderna” e, inoltre, dal 2002 responsabile del sito dell&#8217;Accademia della Crusca. Data l&#8217; esperienza e la  preparazione sull&#8217;argomento, gli abbiamo chiesto un contributo per fare [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Abbiamo intervistato <strong>Marco Biffi</strong>, professore di “Linguistica italiana” nel corso di laurea triennale in “Scienze umanistiche per la comunicazione”, di “Linguistica italiana e informatica” nel corso di laurea magistrale in “Filologia moderna” e, inoltre, dal 2002 responsabile del <a href="http://www.accademiadellacrusca.it/it/splash" target="_blank">sito dell&#8217;Accademia della Crusca</a>. Data l&#8217; esperienza e la  preparazione sull&#8217;argomento, gli abbiamo chiesto un contributo per fare il punto sul rapporto tra le discipline umanistiche e l&#8217;informatica.</p>
<p><em>In che modo oggi la linguistica, la filologia, e gli studi umanistici si rapportano con le nuove tecnologie dell’informatica?</em></p>
<p>Negli ultimi anni abbiamo avuto molti sviluppi su più fronti. Hanno una  grande importanza ormai dal 2000 le biblioteche e gli archivi digitali, vedi a livello privato Google libri e a livello pubblico le iniziative del Ministero per i Beni Culturali, il quale ha finanziato grossi progetti di digitalizzazione di materiale librario e progetti nell’ambito dell’archiviazioni. Questo ha fatto sì che buona parte dei materiali è oggi disponibile in rete con una consultazione molto semplice. Ciò è successo sia per gli studi in ambito letterario che per quelli in ambito linguistico e in particolar modo in ambito storico-linguistico; in quest’ultimo caso c’è stata tutta l’attività dell’Accademia della Crusca che ha prodotto un sistema di banca dati notevole. L’altro filone di sviluppo importante è quello dei dizionari elettronici presenti ormai dal 1997. Da quel momento praticamente tutti i dizionari escono sia in forma cartacea che in forma digitale e questo ha cambiato anche le prospettive per la lessicografia. Infatti oggi come oggi è molto più facile aggiornare i dizionari proprio perché sono di base uno strumento elettronico e un data base; sono schede che possono essere facilmente corrette, tolte o integrate. Da queste, successivamente, si ricava il cartaceo, quindi non a caso molte case editrici, con la Zanichelli per prima con lo Zingarelli, fanno ormai uscire il dizionario con cadenza annuale. Ci sono implicazioni anche metodologiche perché c’è tutto il problema di come trattare i neologismi. Paradossalmente tutta questa facilità complica la gestione dei neologismi perché prima c’era tutto il tempo per vedere quali si depositavano sul fondo e rimanevano davvero radicati nel sistema linguistico, mentre ora molti entrano ed escono velocemente per via della facilità d’immissione. L’altro canale è invece quello della linguistica computazionale applicata a corpora linguistici che ormai sono alla base sia della linguistica sincronica, sia della linguistica diacronica, e questa è una strada aperta con i primi esperimenti già dagli anni ’60.</p>
<p><em>Lei crede che oggi ci siano ancora delle opposizioni da parte degli studiosi di linguistica e di filologia alle apparecchiature tecnologiche nell’ambito umanistico?</em></p>
<p>Opposizioni non direi, non nell’ambiente che frequento io <i>[ride].</i> Ovviamente questo è un fatto anche generazionale; al di sotto di una certa età sono ormai strumenti normali di uso quotidiano e non fanno né paura né altro. Al di sopra di una certa età ci può essere un rifiuto nell’usarli perché si è rimasti attaccati ad un metodo diverso, ma non perché si intraveda negli strumenti informatici un potenziale pericolo in fatto di sostituzione dell’essere umano. Chi li conosce sa benissimo che l’essere umano non potrà mai esser sostituito perché gli strumenti tecnologici sono particolarmente utili proprio perché complementari a quelle che sono le competenze dell’uomo, cioè fanno velocemente e sistematicamente operazioni meccaniche che invece l’essere umano non è in grado di fare con la stessa sistematicità e velocità. Fare un’edizione critica di un testo significa applicare un ragionamento; questo è in grado di farlo solo l’uomo.</p>
<p><em>Circa una ventina d’anni fa Firenze era uno dei centri più importanti sugli studi dell’informatica umanistica e anche lei e il professor Toschi avete contribuito a portarli avanti. Di quell’esperienza cosa resta oggi? Qualche progetto o iniziativa è stata ripresa ed è tuttora in atto?</em></p>
<p>Firenze ha una tradizione in questo campo che risale ancora a prima degli anni Novanta, perché si è operato sempre sull’ambito dei  corpora e della lessicografia, anche per via della presenza dell’Accademia della Crusca; il progetto del dizionario storico che  all’Accademia hanno fatto su base informatica l’hanno iniziato a fare quando si utilizzavano ancora le schede perforate. Nel 1967 escono le prime concordanze in assoluto in Italia fatte sugli <i>Inni Sacri</i> di Manzoni sempre nell’ambito di questo progetto, quindi è evidente come ci sia questa tradizione molto forte legata alla linguistica computazionale e allo studio dei corpora. Poi c’è stata forse una breve pausa ma qui nel dipartimento son sempre passati progetti molto importanti legati alla realizzazione di corpora. Per esempio negli anni Novanta c’è stato questo corpus che è <i>il lessico </i>[di frequenza <i>ndr</i>] <i>italiano radiofonico</i> e fino a quel momento gli strumenti informatici erano realizzati altrove. Negli ultimi 15 anni ci siamo resi autonomi anche da Pisa e abbiamo cominciato anche a fare strumenti informatici in proprio, sia sul lato testuale e quindi corpora, sia per dizionari elettronici, archivi e biblioteche digitali. Per esempio qui a Firenze in collaborazione tra Crusca e Dipartimento di Italianistica abbiamo realizzato una delle prime piattaforme di archiviazione del materiale che consente di fare un archivio digitale,che dà realmente accesso al documento originale e alla trascrizione del documento con una serie di permessi che regolano l’accesso.</p>
<p><em>Parlando di Accademia della Crusca, in che modo si è rapportata, si sta rapportando e ha intenzione di rapportarsi con la digitalizzazione per mettere a disposizione il proprio patrimonio?</em></p>
<p>L’Accademia della Crusca ha già messo tantissimo a disposizione perché attualmente abbiamo ampie banche dati consultabili e le versioni elettroniche di tutti e 5 i vocabolari della Crusca che sono del tutto gratuite. In alcuni casi c’è l’accesso controllato, ma solo per verificare cosa viene fatto, perché sono sempre volumi e carte di pregio, quindi c’è un minimo di salvaguardia da questo punto di vista. Si possono consultare tutte le edizioni del vocabolario della Crusca sia in fac-simile sia nel testo elaborato, trascritto in forma elettronica e marcato, tranne la quinta Crusca perché, e con questo si va verso il futuro, proprio quest’anno è partito un progetto per completare ed estendere ulteriormente la digitalizzazione. L’archivio digitale fa parte del programma creato dall’ Accademia della Crusca e dal Dipartimento con l’ausilio di una ditta privata che si chiama “Progetti in rete”. Nasce come un programma di catalogazione, ma poi è diventato anche strumento d’accesso dell’archivio. Continuamente anno per anno inseriamo nuovi record di catalogazione, di digitalizzazione e anche, piano piano, di trascrizione. Tra l’altro stiamo studiando un programma che parallelizza i proverbi e le loro varianti in maniera sistematica; ci sono dentro già i proverbi di Salviati, Giusti e Serdonati. Attualmente nel 2013  uno degli obiettivi è quello di creare un corpus dell’italiano dal 1861 ad oggi che sarebbe la base per poter provare a lavorare su un vocabolario della lingua italiana dall’Italia unita ad oggi.</p>
<p><em>Rimanendo sul discorso di Internet..oggi viene visto come una sorta di grandissimo archivio, potenzialmente infinito, accessibile a tutti, però effettivamente abbiamo gli strumenti per poter arrivare a conservare e quindi poi recuperare tra 10, 20, 30, 100 anni i documenti che inseriamo oggi?</em></p>
<p>No, in questo momento gli strumenti non ci sono, ma ci si sta lavorando. Naturalmente dipende anche dai documenti. Per quanto riguarda le banche dati e i progetti digitali, in teoria già la normativa prevede che la Biblioteca Centrale di Firenze debba tenere una copia backup di tutto quello che viene prodotto in Italia. Credo che tuttora non ci sia una completa consapevolezza di quanto sia gravoso fare questa operazione di salvataggio perché, secondo me, molti non sanno neanche che se salvi le cose su un dvd e le dimentichi lì dopo 15 anni non ci ritrovi più niente.</p>
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		<title>2 maggio &#8211; conferenza stampa per la presentazione dell’iniziativa “L’anno del Principe”</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 15:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 2 maggio, alle 0re 11:30 presso Palazzo Strozzi Sacrati (Firenze, piazza Duomo 10), sarà presentato alla stampa il programma delle iniziative organizzate dal Comune di San Casciano in occasione del Cinquecentenario dalla stesura del Principe di Machiavelli. Di seguito il programma: “L’anno del Principe”: il trattato rivive attraverso i luoghi, i documenti, la cultura, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 2 maggio, alle 0re 11:30 presso Palazzo Strozzi Sacrati (Firenze, piazza Duomo 10), sarà presentato alla stampa il programma delle iniziative organizzate dal Comune di San Casciano in occasione del Cinquecentenario dalla stesura del Principe di Machiavelli.</p>
<p>Di seguito il programma:</p>
<p><b>“L’anno del Principe”: il trattato rivive attraverso i luoghi, i documenti, la cultura, la tecnologia, la didattica, l’ambiente”</b></p>
<p><b>San Casciano celebra i 500 anni dalla stesura del “Principe” con un viaggio culturale lungo un anno per riscoprire e valorizzare il significato del trattato più letto al mondo, sospeso tra passato e contemporaneità</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>con</p>
<p><strong>Cristina Scaletti</strong>, assessore alla Cultura della Regione Toscana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Massimiliano Pescini</strong>, sindaco del Comune di San Casciano in Val di Pesa</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Valdo Spini</strong>, Presidente del Comitato Machiavelli 2013</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Luca Toschi</strong>, Direttore del Communication Strategies Lab dell&#8217;Università degli Studi di Firenze</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Stefano Massini</strong>, regista</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono stati invitati i rappresentanti di Laterza Agorà, Gruppo Italiano Vini, ChiantiBanca, Banca Ifigest, Rotary Club Chianti, Mediateca Toscana Film Commission, Associazione Amico Museo, Associazione Sgabuzzini Storici, Arca Azzurra Teatro, Gruppo escursionistico “Vie del Chianti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un progetto culturale di respiro internazionale, un ricco cartellone di eventi in programma tra il 2013 e il 2014, una molteplicità di occasioni volte alla conoscenza e all’approfondimento, affiancate da opportunità formative rivolte ad adulti e bambini, incontri aperti al coinvolgimento dei giovani, interventi legati alla formazione di giovani amministratori e progetti che ricorrono alla tecnologia multimediale destinati a lasciare un segno permanente e a mettere i luoghi del “Principe” in collegamento virtuale con tutto il mondo . Il contenitore Machiavelli, dedicato al quinto centenario dalla composizione del “Principe” e messo a punto dal Comune di San Casciano, in collaborazione con svariati partner e sponsor, mira ad esplorare trasversalmente il mondo del celebre intellettuale fiorentino da un punto di osservazione speciale, quello che vide nascere la composizione del “Principe” nel 1513: l’Albergaccio a Sant’Andrea in Percussina (San Casciano Val di Pesa). Questo il fulcro creativo e ambientale dal quale si dipanano contenuti e obiettivi de “L’anno del Principe”, un viaggio culturale lungo un anno sospeso tra passato e contemporaneità.</p>
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		<title>Social media e sport: un&#8217;idea possibile? Intervista a Pippo Russo</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 08:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia romoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Pippo Russo]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi tempi i social media e gli sport sono diventati sempre più due ambiti di primo ordine nelle nostre vite. Chi non parla o cerca informazioni sullo sport quotidianamente? Chi non sa che cosa è Facebook o Twitter, o non conosce il significato di “social media”? Data l’importanza di questi due campi, ho fatto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionegenerativa.org/wp-content/uploads/2013/04/PRusso.jpg" rel="lightbox[4274]" title="Social media e sport: un'idea possibile? Intervista a Pippo Russo"><img class="alignright" alt="PRusso" src="http://www.comunicazionegenerativa.org/wp-content/uploads/2013/04/PRusso.jpg" width="275" height="188" /></a>Negli ultimi tempi i <strong>social media</strong> e gli <strong>sport</strong> sono diventati sempre più due ambiti di primo ordine nelle nostre vite. Chi non parla o cerca informazioni sullo sport quotidianamente? Chi non sa che cosa è <strong>Facebook</strong> o <strong>Twitter</strong>, o non conosce il significato di <strong>“social media”</strong>?</p>
<p>Data l’importanza di questi due campi, ho fatto alcune domande al <strong>giornalista</strong>, saggista e sociologo <strong>Pippo Russo</strong> per conoscere un suo parere sull’accostamento dei due termini negli ultimi tempi. Ci siamo affidati all’esperienza di Pippo Russo visto il suo grande interesse per lo sport che ritroviamo sia nei suoi libri che sul suo <a title="blog di pippo russo" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/prusso/" target="_blank">blog personale</a> (presente nel sito “<strong>Il fatto quotidiano</strong>”)</p>
<p><em>I social media possono essere strumenti preziosi per la crescita del <strong>giornalismo sportivo</strong> o rappresentano delle insidie, per esempio dal punto di vista della verifica delle fonti?</em></p>
<p>Penso che, dovendo fare un bilancio fra aspetti positivi e negativi, le criticità prevalgano sui vantaggi. E&#8217; vero che il web ha aperto delle straordinarie possibilità nell&#8217;approvvigionamento d&#8217;informazione, in una misura che nell&#8217;epoca pre-web era inimmaginabile. Ma è altrettanto vero che tale vasta disponibilità d&#8217;informazioni deve scontare sovente condizioni d&#8217;incompletezza e d&#8217;assenza di sistematizzazione. In queste condizioni, il compito più importante da parte di chi acquisisce le informazioni è non tanto quello di trovare i materiali interessanti, quanto quelli di elaborarli con accuratezza. Ci si può trovare a maneggiare materiali imprecisi, o superati, o addirittura già confutati. E purtroppo la fretta con cui sovente ci si ritrova a lavorare potrebbe indurre un utilizzo sconsiderato di tali materiali. E ciò vale per qualunque settore del giornalismo, non soltanto per il giornalismo sportivo.</p>
<p>Con riferimento allo specifico del quesito, riguardante i <strong>social media</strong>, bisogna essere ulteriormente cauti. Perché i profili dei <strong>campioni dello sport</strong>, o quelli riguardanti le pagine ufficiali dei club, sono delle vetrine attraverso le quali i soggetti propagandano una versione parziale e edificante di se stessi. Chi riprende gli aggiornamenti di Facebook e i cinguettii di Twitter, provenienti da quei profili, nella massima parte dei casi non fa informazione; casomai, contribuisce a divulgare versioni parziali e interessate. Stento a definire tutto ciò<strong> &#8220;giornalismo&#8221;</strong>.</p>
<p><em>Crede che il <strong>marketing</strong> e la <strong>pubblicità</strong>, relativi all’ambito sportivo, abbiano trovato un nuovo aiuto grazie ai social media? I campioni sportivi, attraverso i loro post, possono influenzare le vendite?</em></p>
<p>La <strong>comunicazione pubblicitaria</strong> e il <strong>marketing</strong> hanno trovato, nei social media, ambienti di diffusione capillare e a costo zero, o quasi. Inoltre, possono giovarsi di forme involontarie della veicolazione del messaggio da parte degli utenti, che s&#8217;innescano attraverso meccanismi di contagio e di <strong>&#8220;illusione di protagonismo&#8221;</strong> alla base della motivazione degli utenti. Per quanto riguarda il ruolo dei campioni sportivi in tutto ciò, sarei cauto. Io penso che gli sportivi &#8211; si tratti di campioni o no &#8211; abbiano trovato nei social media uno straordinario canale per il <strong>marketing di se stessi</strong>. In questo senso, l&#8217;incidenza dei marchi può realizzarsi soltanto attraverso un meccanismo di secondo grado.</p>
<p><em>Più nello specifico, sappiamo che il <strong>calcio </strong>in Italia, come nel resto d’Europa, è uno degli sport più visti e cliccati sulla rete. Possono le società sfruttare i canali social per farsi pubblicità? Per esempio, il <strong>calciomercato</strong> è influenzato da questi nuovi mezzi d’informazione? E gli altri sport, per farsi conoscere, potrebbero iniziare a sfruttare tali canali?</em></p>
<p><strong>Quanto alla pubblicità, il canale dei social media è efficacissimo</strong>. Lo sfruttamento avviene già e, a mio giudizio, deve ancora raggiungere il grado ottimale. Penso addirittura che gli sport diversi dal calcio possano trovare proprio in queste <strong>arene comunicative</strong> di tipo nuovo delle opportunità negate dai media tradizionali, monopolizzati in Italia dal calcio. Quanto allo specifico del calciomercato, non credo che l&#8217;influenza sia granché incisiva. Le fonti di comunicazione sul tema sono aumentate a dismisura, ma al tempo stesso l&#8217;informazione si è talmente polverizzata da risultare contraddittoria e inverificabile.</p>
<p><em>I <strong>social media</strong> occuperanno il posto dei <strong>media tradizionali</strong> nel campo dell’informazione sportiva o assisteremo a un riposizionamento dei vari media? Si affiancheranno ai canali tradizionali?</em></p>
<p>Bisogna intendersi su cosa si voglia dire quando si parla di <strong>&#8220;media tradizionali&#8221;</strong>. Per esempio, il giornale cartaceo pare destinato a soccombere come oggetto, ma senza che ciò significhi la morte delle testate giornalistiche di riferimento. Il <strong>web</strong> è la nuova <strong>arena comunicativa</strong>, e i social media ne sono un&#8217;emanazione. Quanto ai media elettronici, essi hanno immediatamente costruito una feconda integrazione con il web. Con riferimento allo <strong>sport</strong>, si aprono addirittura nuove possibilità di costruirsi canali a costi molto contenuti, ciò che nel campo dei media tradizionali rimane un ostacolo insormontabile. Direi che in questo caso, vista l&#8217;improvvisa e irrisoria facilità di aprirsi un canale di comunicazione e trasmissione, il rischio stia nella scarsa professionalità di chi fa informazione.</p>
<p>Dalle risposte di Pippo Russo si nota come <strong>pubblicità</strong> e <strong>marketing</strong> sono i due fattori che potrebbero accomunare in maniera positiva il binomio social media e sport. Sono aspetti non ancora molto sfruttati dagli sport meno conosciuti, ma che potrebbero far rivalutare la loro posizione.</p>
<p>Bisogna solo vedere chi per primo riuscirà a cogliere e a “scoprire” questa grande opportunità di <strong>diffondere informazione ovunque a costo zero</strong>. La sfida ha inizio.</p>
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		<title>Tessere la relazione: il marketing aziendale alle prese con i social media. Intervista a Gaetano Aiello</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 08:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenza orlandini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessi]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;annuncio che per la prima volta in Italia, a Milano, si svolgerà &#8220;The Search and Social Media Marketing Expo&#8221; , l&#8217;evento internazionale dedicato al business digitale previsto per novembre 2013, abbiamo approfondito il ruolo dei social media nelle strategie di marketing aziendale con il prof. Gaetano Aiello, Direttore del Dipartimento di Scienze per l&#8217;Economia e l&#8217;Impresa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;<a href="http://italianvalley.wired.it/news/2013/03/01/search-marketing-expo-milano-121456.html">annuncio</a> che per la prima volta in Italia, a Milano, si svolgerà &#8220;<a href="http://www.smxmilan.it/">The Search and Social Media Marketing Expo&#8221; </a>, l&#8217;evento internazionale dedicato al business digitale previsto per novembre 2013, abbiamo approfondito il ruolo dei social media nelle strategie di marketing aziendale con il prof. <strong>Gaetano Aiello</strong>, Direttore del Dipartimento di Scienze per l&#8217;Economia e l&#8217;Impresa &#8211; Università degli Studi di Firenze.</p>
<p><em>La Rete si sta sempre più configurando come uno spazio di incontro tra aziende e clienti, l’uso dei social network in quale maniera si posiziona rispetto a questa relazione?</em><b><br />
</b>Se la Rete viene utilizzata come strumento esclusivamente dedicato allo scambio di informazioni il suo apporto è limitato, se diventa invece occasione di incontro e di creazione di relazioni allora rappresenta una leva strategica per le aziende. Ascolto e comunicazione sono, infatti, due elementi imprescindibili e che devono essere attivati congiuntamente, al fine di creare relazioni forti e stabili.<br />
La formula vincente è ‘tessere la relazione’. In questo senso, le aziende dovrebbero imitare i blogger di successo che sono in grado di coagulare interessi dialogando anche con migliaia di soggetti. Tutto ciò rappresenta una novità importante che porta co sé anche un nuovo modo di fare marketing, perché nel contesto attuale l’azienda è vincente nella misura in cui riesce a tessere relazioni; in questo contesto i social media rappresentano un valido supporto, ma portano ad evidenza anche un altro problema: il sincronismo delle relazioni. Su di essi la velocità degli scambi comunicativi, infatti, è dettata anche dalla controparte ed è necessario rispondere tempestivamente o quanto meno assecondare e seguire i tempi dei propri utenti proprio per dare linfa vitale alle relazioni.</p>
<p><em>Quali possono essere i vantaggi e quali gli svantaggi nell’introduzione dei social network nelle strategie di comunicazione e marketing aziendale?<b><br />
</b></em>Si può parlare di un vantaggio presunto, descrivendolo come la possibilità di comunicare di più, verso più persone e con meno risorse. In realtà, il vantaggio di una comunicazione aziendale basata anche sull’impiego dei social network risiede soprattutto nella qualità delle risorse umane da destinare a tale funzione, dalle presenza all’interno delle organizzazioni di una cultura adeguata per l’uso di tali strumenti, senza sottovalutare mai i costi e i tempi che azioni di questo tipo necessitano.<br />
Il segreto del successo di una comunicazione by social network si basa su una gestione adeguata degli strumenti, nell’impiego di risorse dedicate e nella presenza all’interno dell’organizzazione di una cultura adeguata che, se manca, diventa ovviamente una lacuna da colmare.</p>
<p><em></em><em>Chi, secondo lei, tra le PMI e i grandi brand può avere maggiori benefici dal social media marketing?</em><b><br />
</b>Si può fare riferimento a due categorie: i brand già noti, visibili e cult che possono fare leva su utenti appassionati che si aspettano che l’azienda entri in relazione con loro anche attraverso i social network. L’altra categoria è rappresentata, invece, da prodotti e aziende che hanno almeno un motivo forte e convincente per potere coinvolgere i clienti e decidono di giocarsi questa opportunità sfruttando la Rete.</p>
<p><em>Anche sui social network vale la regola “il medium è il messaggio”, ovvero la scelta di un canale rispetto ad un altro è già una scelta di contenuto? Che ruolo ha, quindi, la content curation in una strategia di social media marketing?<b><br />
</b></em>Sì, sono d’accordo. Ad esempio, su twitter non è possibile creare una comunità di apprendimento forte, ma è più opportuno costituirla all’interno di un blog. Naturalmente la scelta di uno strumento rispetto ad un altro condiziona i contenuti e viceversa ed è proprio in questa direzione che la content curation deve essere pensata e gestita.</p>
<p><em>Da osservatore, quali saranno, secondo lei, le principali tendenze nell’introduzione degli strumenti di social networking da parte delle aziende nel corso di questo anno?<b><br />
</b></em>Allo stato attuale, è molto complicato fare delle previsioni a breve termine. Penso comunque che le piccole imprese non investiranno in questa direzione perché al momento sono vincolate da altri fattori, c’è una crisi evidente e diffusa che ha bisogno di trovare risposte per la sopravvivenza di molte organizzazioni. L’integrazione e l’uso dei social network diventerà uno strumento strategico nel momento in cui queste realtà avranno trovato nuovi mercati, soprattutto stranieri, su cui spostarsi, aprendosi quindi a culture, lingue e tradizioni anche molto lontane rispetto alla nostra.<br />
Mi preme però sottolineare che anche l’uso dei social network non sostituiscono i tradizionali strumenti di comunicazione online, piuttosto si aggiungono alle strategie consolidate in un’ottica di multicanalità integrata. La vecchia Rete non morirà, continuerà ad esserci, così come sono sopravvissute le lettere cartacee anche dopo l’avvento del digitale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Accorpamento dei comuni e governance locale. Intervista a Massimo Morisi</title>
		<link>http://www.comunicazionegenerativa.org/2013/accorpamento-dei-comuni-e-governance-locale-intervista-a-massimo-morisi</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 12:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca toschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessi]]></category>
		<category><![CDATA[ComUnico]]></category>
		<category><![CDATA[governance]]></category>
		<category><![CDATA[massimo morisi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione dell&#8217;incontro pubblico di oggi pomeriggio, pubblichiamo un contributo del professor Massimo Morisi, dell&#8217;Università di Firenze, a proposito del processo di fusione dei comuni e delle prospettive in termini di governance locale. Per prima cosa abbiamo chiesto al professor Morisi di inquadrare in chiave storica le difficoltà che si incontrano quando in Italia si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione dell&#8217;<a title="19 aprile – Incontro pubblico sul tema “Il processo di fusione comunale come prospettiva per una nuova governance”" href="http://www.comunicazionegenerativa.org/2013/19-aprile-incontro-pubblico-sul-tema-il-processo-di-fusione-comunale-come-prospettiva-per-una-nuova-governance">incontro pubblico</a> di oggi pomeriggio, pubblichiamo un contributo del professor Massimo Morisi, dell&#8217;Università di Firenze, a proposito del processo di fusione dei comuni e delle prospettive in termini di governance locale.</p>
<p>Per prima cosa abbiamo chiesto al professor Morisi di inquadrare in chiave storica le difficoltà che si incontrano quando in Italia si cerca di attuare processi di questo tipo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DDx1GcueTF4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/DDx1GcueTF4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La seconda domanda riguarda le opportunità che possono derivare dai processi di accorpamento dei piccoli e medi comuni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Qy1aclRkAuc?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Qy1aclRkAuc?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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