Primo tempo
[…] uno spazio urbano, ben diretto da una politica lungimirante, che affronta la sfida che la globalizzazione e la crisi economica pongono in termini di competitività e di sviluppo sostenibile con un’attenzione particolare alla coesione sociale, alla diffusione e disponibilità della conoscenza, alla creatività, alla libertà e mobilità effettivamente fruibile, alla qualità dell’ambiente naturale e culturale.
È la definizione di “Smart City” formulata dal Forum PA. Potrei riportarne altre (quella del Business Dictionary, ad esempio, o quella contenuta nel report Smart cities. Ranking of European medium-sized cities), ma non è questo il punto. Ai fini del discorso che sto per fare una vale l’altra…
…pausa…
Secondo tempo
Le Smart Cities sono il nuovo oggetto di indagine del gruppo di ricerca di cui faccio parte. Il Communication Strategies Lab si è infatti mobilitato sull’argomento “Smart City” in relazione al concetto e alle pratiche di “partecipazione”: venerdì 3 febbraio, durante un seminario interno, dopo che Marco Sbardella ha presentato esempi e best practies per delineare lo scenario delle Smart Cities in Italia e nel mondo, Gianluca Torrini si è concentrato sulle “tecnologie per la partecipazione”; Stefania Chipa e Lorenza Orlandini hanno relazionato, rispettivamente, sulla “valorizzazione del patrimonio culturale per le città ‘smart’” e sulla scuola e i centri di formazione come “cuore delle Smart Cities”.
A causa di contrattempi gli ultimi due interventi in programma, il mio e quello di Camilla Lastrucci, non hanno avuto luogo. Lei avrebbe parlato di “marketing territoriale per le città del ventunesimo secolo” e io… io nei miei due cent mi sarei soffermato sul Digital Writing e competenze per “scrivere la città di domani”.
Cosa significa? Provo a sintetizzare il discorso nelle note che seguono, ma per farlo dovrò spendere qualche altra parola sulle “formidabili citttà”, con tre ‘t’, non è un refuso… del resto, voi l’espressione “Smart City” come la tradurreste?
Quando nella definizione citata in apertura leggo la somma “competitività” + “sviluppo sostenibile” + “coesione sociale” + “conoscenza” + “creatività” + “libertà” + “mobilità” + “ambiente” (manca qualcosa? forse gli aristòi al potere…), non so a voi, ma a me vengono i brividi…
Non esagero, nelle “formidabili citttà” (sempre tre ‘t’) rivedo le “città di fondazione”, le “città ideali” e su fino alle utopie più mostruose… “mostruose”, proprio così… le Sforzinda dei Filarete mi fanno pensare alle Metropolis dei Lang… e io… io preferisco le New York dei Kundera:
La bellezza di New York ha una base completamente diversa. È sorta senza intenzione da parte dell’uomo, un po’ come una grotta di stalattiti. Forme in sé brutte si trovano per caso, senza un piano, in ambienti così incredibili che di colpo brillano di una poesia magica.
(M. Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere)
…pausa…
Terzo tempo
Lo so, mi sono spostato su considerazioni estetiche (la “bellezza” di New York). Il mio profondo fraintendimento del concetto di ‘Smart City’ deriva da qui… Ma come si fa a ignorare la forma dello spazio che abitiamo?
E allora quale sarebbe la qualità della vita all’interno della pianta stellare di Sforzinda?
Me lo chiedo ogni volta che mi ritrovo a percorrere le vie tòrte di Firenze:
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Firenze – via Torta dall’alto
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Firenze – via Torta attraverso Street View
E partono voli pindarici… sull’aereoplano che informa Brasilia, ad esempio, qual è la qualità della vita?
Il “Plano Piloto” di Brasilia si deve a Lúcio Costa che ha distinto e disposto meticolosamente le aree residenziali, quelle commerciali, quelle ospedaliere, bancarie, ricreative…
Ha disciplinato dove certi edifici possono o non possono sorgere, quale altezza devono raggiungere e come si distribuiscono lungo il disegno che organizza il tracciato urbano (perché una “città intelligente” non può affidare al caso né il proprio piano regolatore né lo skyline né la pianta … con buona pace per l’orografia…): e Brasilia è concepita da Costa sul “segno stesso della croce”, come a voler rimarcare il “gesto primario di qualcuno che segna un luogo per prenderne possesso”. Belle parole e bella la forma… peccato che abbia dato luogo alla figura dell’aeroplano… la disposizione delle parti, comunque, ne guadagna (?!); ed ecco le motivazioni (la fonte è Wikipedia [consulta], ma ai fini del discorso va più che bene…):
La fusoliera dell’aeroplano contiene i ministeri, gli edifici governativi, il Senato e la Camera dei deputati e una futuristica cattedrale […] Le ali dell’aeroplano sono chiamate Ala Nord e Ala Sud: ognuna di esse è lunga circa 7 km. Il viale che si trova fra il lago e le ali è chiamato L4 Sul o L4 Norte, a seconda dell’ala.
Ne percepite l’intelligenza dispositiva?
Continuiamo:
Un ampio viale ad alta velocità, chiamato Eixo Rodoviário o “Eixão”, collega le due ali tramite un sottopasso che scorre sotto la stazione centrale degli autobus, dove sono situati il distretto bancario e quello alberghiero.
Un’immagine:
E qualche numero (in grassetto):
Gli indirizzi 100 e 300 stanno sul lato ovest dell’Eixo, e i 200 e i 400 sul lato est. Lungo queste strade vi sono le aree residenziali chiamate Superquadra Sul (SQS) e Superquadra Norte (SQN). Sono costituite da blocchi di 11 condomini, di sei piani (100, 200, 300) e tre piani (400) su pilotis: ogni edificio è identificato da una lettera. Fra i blocchi sono situate scuole e chiese per i residenti. Le strade commerciali tipicamente separano una Super Quadra dall’altra. Le 500, lungo la Via W3, sono esclusivamente commerciali; alle 600 e 900 stanno le chiese, scuole, università; alle 700 ci sono case, scuole e chiese; fra le 700 e le 900 ci sono le Entrequadras con edifici commerciali di quattro piani e alle 800, le ambasciate.
Mi fermo… direi che può bastare…
Si può essere più Smart?
E più mostruosi? Parliamo di una città o della sezione aurea che governa la formazione dei cristalli?
…pausa…
Quarto tempo
Cosa intendo dire? Che i numeri civici vanno disposti a caso lungo strade tòrte perché la bellezza, come un colpo di dadi, vi possa lavorare come è avvenuto a New York?
Per carità…
È solo che i miei due cent non possono non riguardare la mia area di ricerca, quel Digital Writing che qui all’interno del Communication Strategies Lab, a partire dalla vision che informa ComunicazioneGenerativa.org, tendiamo tutti ad interpretare in una prospettiva dilatata oltre il dominio dei documenti digitali e della videoscrittura: Digital Writing come ‘ecologia del word editing’ e/o buone pratiche della declinazione digital della scrittura. Dilatata e spalancata sulla realtà, ad investire il mondo intero: Digital Writing come ‘ecologia del Wor(l)d Editing’.
Giochi di parole, lo so bene…
Ma una zeppa lascia il tempo che trova. Quando invece simmetrie, corrispondenze interne e sezioni auree cominciano a lasciare la grazia delle piccole dimensioni per informare il quotidiano della nostra cittadinanza, il discorso cambia…
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Cristalli di neve
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Dubai – Palm Islands
Delle stelle e degli aeroplani abbiamo già detto… per i rinoceronti… non ci sono parole…
…e invece trovo questa variazione di altre citazioni riportate sopra:
Il quartier generale della polizia presso la bocca, il parco divetimenti in un orecchio, la zona industriale lungo la schiena e gli alloggi residenziali nelle quattro zampe. [fonte]
…pausa…
Quinto e ultimo tempo
Cosa c’entra tutto questo con le Smart Cities?
Forse nulla.
Forse qualcosa…
Perché, concepite in chiave “smart”, le città dei nostri figli finisce che saranno abitabili previo download della corretta applicazione… rigorosamente a pagamento, s’intende… e della genuinità farà fede l’ologramma di un frutto… mela, mora o altro ancora…
O perché “a Brasilia, cinquanta chilometri è ‘vicino’” dal momento che “le strade veicolari servono per le comunicazioni coi luoghi di lavoro o di svago”; il che significherebbe, dunque, che “a Brasilia si cammina volentieri”. O almeno così sostiene Domus 434 del gennaio 1966…
Eccola, la città:
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Brasilia – Grandi atrii aperti e ombrosi sotto i pilotis che sorreggono gli edifici
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Brasilia – L’Alvorada, ovvero la residenza del Presidente della Repubblica
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Brasilia – dettagli degli edifici
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Brasilia – Palacio do Planalto o Palazzo del Governo
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Brasilia – Palazzo del Congresso Nazionale
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Brasilia – L’Alvorada, ovvero la residenza del Presidente della Repubblica
Non so a voi, ma a me continua a venire in mente il film di cui a seguire lascio una delle sequenze più inquietanti:
…titoli di coda…
tabula gratulatoria (in ordine sparso):
- Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni, USA 1970
- Metropolis, di Fritz Lang, Germania 1927
- l’utente utxcipo di i.focus.it [link]
- il dossier Smart city: vivere meglio in città più intelligenti, FORUM PA 05/03/2010 [link]
- R. Starr Lemaitre, aka The Vegan Chronicle [link]
- L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, del 1984
- il numero 434 di Domus, del gennaio 1966
- repubblica.it [link]
- Google, per maps.google.it
- e ancora Filarete, Woody Allen (per Manhattan), Platone, Haldous Axley (per Brave New World), Jimmy Wales, e i ricercatori del Communication Strategies Lab [link]














